L’ ARACI ITALIA PORTAVOCE DELLE INIZIATIVE ROTARIANE CONTRO L’ALZHEIMER

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 L’ ARACI ITALIA

PORTAVOCE DELLE INIZIATIVE ROTARIANE CONTRO L’ALZHEIMER

L’Alzheimer è una patologia silente, che non dà sintomi e distrugge silenziosamente negli anni i neuroni del cervello.

Chi è colpito non se ne accorge e non lo sa. Quando alla fine appaiono i sintomi, di solito dopo 15 – 20 anni, il corredo neuronale è distrutto e non c’è più possibilità di intervenire. Dopo la inesorabile fase di “demenza senile”, interviene la morte. 

Al momento non esiste un farmaco capace dl combattere la malattia. Quelli finora tentati, attenuano i sintomi solo per alcuni mesi, poi danno assuefazione. Si tratta, però, di farmaci molto costosi e con effetti collaterali che non possono essere assunti da tutti. Alcune case farmaceutiche, da ultimo la Pfizer, pochi mesi fa, hanno addirittura abbandonato le ricerche perché a breve non è previsto alcun apporto concreto o possibilità di cura.

In una fase di rapido aumento della malattia a livello mondiale – circa 48 milioni di malati, che diventeranno oltre 130 milioni entro il 2050, vale a dire, un nuovo malato ogni tre secondi! – l’Italia, con 800 mila malati conclamati all’anno e altrettanti colpiti ma inconsapevoli perché ancora senza sintomi, è particolarmente a rischio, essendo uno dei paesi più anziani del mondo.

 Un allarmato documento sullo  “tsunami neurologico” che sta per abbattersi sulla popolazione mondiale è stato inviato l’estate scorsa ai Capi di Sato e di Governo del G7 dagli scienziati di tutto il mondo riuniti a Roma all’Accademia dei Lincei. Poco più tardi a Londra, è stato anche convocato un vertice mondiale dei Ministri della Salute che, di fronte alla impossibilità di suggerire una cura, anche farmacologica, ha raccomandato a tutti i Paesi di sviluppare la ricerca e la prevenzione.
L’unica possibilità di difesa è la prevenzione. In Italia il Prof. Lamberto Maffei, già Presidente e oggi Presidente Onorario dell’Accademia dei Lincei, neurofisiologo, che ha lavorato con la Prof.ssa Rita Levi Montalcini, pochi anni fa, ha sviluppato presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) il protocollo Train the Brain (Allena il cervello) per prevenire e contrastare l’Alzheimer nelle persone a rischio con la malattia ancora iniziale in forma lieve. Il protocollo applicato presso gli Istituti di Neuroscienze e di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, ha dato risultati positivi nell’ottanta percento dei soggetti trattati riportando evidenze cliniche di miglioramento. In una siffatta realtà, il ROTARY CLUB ROMA CAPITALE, nel tentativo rendersi utile, si è dapprima fatto promotore di iniziative per portare a conoscenza il protocollo Maffei, poi ha organizzato Convegni con esperti della materia nel desiderio “servire” e tornare utile a quanti, famiglie, organizzazioni, enti ecc.  hanno a che fare con i malati, per contrastare e rallentare la patologia, rivolgendosi anche alle persone sane, per offrire loro la possibilità di prevenire e quindi di “Invecchiare in salute”. Così deve intendersi l’Interclub organizzato dal R.C. Roma Capitale con i Rotary Romani (giugno 2015) e la presenza del Prof. Maffei che ha illustrato ai presenti il suo Protocollo, l’organizzazione con altri Club, di Convegni sul tema “Invecchiare in Salute, quali Percorsi” come avvenuto nel novembre 2017 a Roma con il coinvolgimento di altri 26 differenti Club italiani di 5 diversi Distretti,  compresa Albania e Malta e da ultimo a Fermo nelle Marche ove, con i due Club del luogo e l’Ordine del Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Fermo, sono stati coinvolti i R.C. Marchigiani e dell’Abruzzo (novembre 2018) con la partecipazione di eminenti personalità del mondo economico-sociale, medico e sanitario.
Altro Convegno è previsto per aprile 2019 con la collaborazione del R.C. di Bari e della Puglia.
Scopo delle iniziative del R.C. Roma Capitale è non solo quello di fornire corretta informazione sanitaria, economico-sociale sulle patologie portate dall’Alzheimer, ma anche di fare il punto della situazione a livello locale sulle iniziative messe in atto dalle c.d. “Strutture” nel desiderio non solo di tornare utili alle famiglie e alle Istituzioni  per come meglio assistere i malati e come difendere tutti con la prevenzione, ma anche di riuscire a coinvolgere il Rotary International in questa piaga sociale, che colpisce indistintamente tutte le popolazioni del mondo, come già avvenuto con la Campagna PolioPlus giunta oggi, dopo più di 25 di attività,  in fase conclusiva.

Il protocollo Train the Brain del Prof. Maffei, potendo contrastare la patologia e rallentarne il decorso dell’Alzheimer, è molto utile, attraverso opportuni controlli, come prevenzione anche sui soggetti sani e sulle persone che potrebbero essere all’inizio della malattia – e ancora non lo sanno – dato che la patologia per anni non mostra sintomi.

La possibilità di ritardare di alcuni anni il momento in cui si manifesta la potologia e di rallentarne il decorso consente, inoltre, di regalare anni di vita dignitosa e autonoma ai malati, anni di vita serena ai familiari e significativi risparmi al Servizio Sanitario Nazionale, dato che un malato di Alzheimer costa alla società circa 80.000 euro l’anno, tra costi diretti (medicine, assistenza, indennità) e indiretti (familiari costretti a lasciare il lavoro per assistere il congiunto, ecc.).

Se poi, in materia, ci saranno gradite novità, il R.C. Roma Capitale e quanti altri con questo coinvolti, saranno i primi a rallegrarsi di aver contribuito a sensibilizzare e a richiamare l’attenzione su un argomento degno della massima considerazione che non deve e non può essere ignorato.
Per diffondere la cultura della prevenzione sulla demenza di Alzheimer e l’applicazione del protocollo Train the Brain, per renderlo disponibile a tutti coloro che possono averne bisogno, molti dei quali inconsapevoli, è stata costituita la Fondazione IGEA Onlus www.fondazioneigea.it che si è resa disponibile a collaborare con il Rotary.
Mentre la diagnosi e la cura competono alla parte sanitaria, il Rotary Club Roma Capitale propone a tutti i Rotary Club interessati di:

1.- sostenere la diffusione per l’applicazione di quanto attualmente disponibile e a portata di mano tramite i mezzi che l’attuale tecnologia mette a disposizione quali, a titolo esemplificativo e non limitativo, la realizzazione di appositi siti web esplicativi del metodo, interventi a manifestazioni appositamente finalizzate, diffusione tramite stampa rotariana e non del protocollo.

2.- Sostenere i Rotariani e le Famiglie dei malati con riunioni tenute da specialisti del settore volte a spiegare i sintomi e le fasi della malattia, ad ascoltare le incertezze e i dubbi nell’assistenza al malato, ma anche ad indicare gli interventi da attuare nell’ambiente domestico e nella comunità per comunicare con il malato ed interagire con lui.

3.- In un secondo momento, può anche ipotizzarsi la creazione o per meglio dire, il convenzionamento con Centri presso i quali le persone sensibilizzate alla prevenzione possono fare dei controlli sullo stato cognitivo, che non è una diagnosi di Alzheimer, ma rappresenta il primo passo per valutare il rischio nei soggetti che presentano un deficit cognitivo ai quali è consigliato di fare attività di stimolazione cognitiva ed eventualmente ulteriori approfondimenti clinici. Oggi è possibile ottenere una diagnosi precoce con una probabilità superiore al 95%: prima ci si accorge della patologia, prima si può intervenire.

Conoscere cosa sia e come si evolve la malattia, come sia possibile essere attivi ed utili diventano elementi fondamentali per difendere se stessi e per stare vicino a chi è colpito in modo maggiormente consapevole e sicuro.

Considerato che il cervello è un organo e come tutti gli altri ha bisogno di controlli, la prevenzione è, al momento, l’unica arma che abbiamo a disposizione per difenderci da questa patologia nefasta.

Il Rotary Club Roma Capitale non può, quindi, che ringraziare l’ARACI ITALIACI, la Fellowship dei Soci Rotary appassionati di Auto d’Epoca con tutte le sue Delegazioni con le quali è presente a livello locale, per aver deciso di condividere e farsi interprete delle iniziative messe in atto facendosi portavoce delle medesime istanze.

Perseguendo detto scopo, è auspicabile che, contestualmente alle manifestazioni ARACI ITALIA con le auto storiche dei Rotariani, possano svolgersi anche incontri e riunioni con le Personalità del luogo per affrontare le problematiche dell’Alzheimer. Potrebbe cominciarsi con aprile 2019 allorquando a Bari si svolgerà il terzo Convegno sul tema “Invecchiare in Salute: Quali Percorsi?” affiancando alla cultura del motorismo storico, indicazioni su una malattia di vaste proporzioni dalla quale, al momento, ci si può difendere solo se opportunamente conosciuta e affrontata con adeguata prevenzione approfonditi controlli.

Dicembre 2018

Renato Boccia – Socio del Rotary Club Roma Capitale e dell’Araci Italia