Il Fascino del Delta

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PhotosSu quattro Ruote Classiche Verso il Delta del Po

Grande successo per la prima edizione del raduno di auto classiche promosso dal Distretto Rotary 2072 e dall’Araci (la fellowship, l’associazione dei rotariani appassionati appunto di auto storiche). 

L’iniziativa, che si è svolta sulle strade del Basso Ferrarese da venerdì 25 a domenica 27 ottobre ha avuto come organizzatore un rotariano coi fiocchi: Terenzio Motta, del club di Copparo che nella serata inaugurale ha fatto da capofila dei Rotary dell’Area Estense.

Ma andiamo con ordine: una ventina di equipaggi composti da rotariani provenienti da molte regioni si sono dati appuntamento alla Concessionaria Peugeot di Ferrara dove è stata servita una splendida cena, il venerdì sera, alla presenza di numerosi soci dei sette club estensi. Anche qui, Terenzio, perfetto padrone di casa (con a fianco la moglie Katia, i figli e i collaboratori d’azienda), ha illustrato l’iniziativa attorniato da tutti i sette presidenti dei sodalizi estensi e dai presidenti nazionale e distrettuale della fellowship, rispettivamente Giuseppe Giaconia del RC Palermo Baia dei Fenici, con signora Florio, e Daniele Antinucci RC Val Samoggia. Ma la serata era …doppiamente particolare perché alla citata fellowship automobilistica si è aggiunta quella dei gourmet rotariani che vede come portabandiera un altro attivissimo socio rotariano: Gian Luigi Mazzoni presidente del RC San Giorgio di Piano. A questo punto non si può non citare il …piatto forte della serata, lo splendido spaghetto bolognese, offerto ai 200 ospiti non senza aver omaggiato la specialità ferrarese per eccellenza, il cappellaccio (di zucca naturalmente). Lo spaghetto bolognese è un piatto di grande attualità (oltre che di grande bontà) legato a una accanita disputa in corso, visto che non farebbe esattamente parte della tradizione felsinea, a differenza della tagliatella. Ma nel mondo – questo è il…problema – si va rapidamente affermando lo spaghetto alla bolognese e allora vi sembrerà mai possibile non rispondere come si deve a questa grande richiesta (tanto più che è un piatto buonissimo)? Aggiungete che la pasta della serata era offerta da Andalini: grande qualità, grande abbinamento con ragù e piselli, grande garanzia.

Dai piatti forti della tavola ai piatti forti della manifestazione propriamente detta: il sabato i rotariani-piloti lo hanno dedicato a un bellissimo tour nelle valli del Mezzano, con arrivo a valle Foce per un giro in battello: zone incontaminate, per molti nuovissime, oggetto di curiosità e di ammirazione nel segno del paesaggio isolato, degli uccelli in volo, del silenzio, dei tenui colori autunnali: insomma uno spettacolo. Nel pomeriggio si è svolta la visita a Comacchio illustrata dal past governor Maurizio Marcialis al quale si deve – è stato ampiamente e giustamente ricordato – il suo particolare impegno, durante il suo governatorato ma anche oggi, per lo sviluppo delle varie fellowship che rappresentano una bellissima occasione per unire e far conoscere tanti rotariani di zone diverse e stringere nuove amicizie che spesso portano anche a progetti di solidarietà.

In serata si è “celebrata” la conviviale, impeccabilmente organizzata al Belfiore di Ostellato (bravissima Daniela) dal RC Comacchio-Codigoro-Terre Pomposiane presieduto da Daniele Romanini. Azzeccatissima l’idea di offrire una breve quanto esaustiva, chiara e piacevole, relazione proprio sulle terre del Mezzano. Relatore era un altro bravissimo rotariano (club di Cento), Rino Ghelfi, docente ad Agraria all’Università di Bologna, anche storico dell’agricoltura. Rino ha parlato in particolare della bonifica di questi terreni, delle motivazioni alla base dell’operazione che ha interessato ben 17.000 ettari di terreno in una zona che ha come centro Ostellato. Si è parlato di storia, del ruolo insostituibile ed evidente delle acque, della ricaduta economica, della funzione ambientale, di tante curiosità, delle prospettive.

Domenica, infine, si è svolta la seconda giornata di tour, verso Goro, con sosta per conoscere l’allevamento delle ostriche e delle vongole, e Pomposa. A pranzo si sono svolte molte premiazioni, si è giustamente parlato di auto (erano qui per questo!) e al termine ancora Maurizio ha accompagnato il folto gruppo nella vicina Abbazia di Pomposa dove ha illustrato la storia e le bellezze artistiche di questo capolavoro che risale all’anno 1000 e che, guarda caso, fu non solo un faro di spiritualità ma anche un motore economico e di tutela del territorio operando, fra l’altro, un’intensa opera di bonifica.     Alberto Lazzarini